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– Intervista all’autore – La Leggenda di Jake di Fairlith

Buongiorno Lettori, ma soprattutto Lettrici e buona festa della Donna!

In questi ultimi giorni ho avuto la possibilità di iniziare una collaborazione con la casa editrice Bookabook, come alcuni di voi ricorderanno, la quale mi ha chiesto di contribuire nella promozione del manoscritto di Francesco Spada, attualmente in piena campagna di crowdfunding. Se volete rileggere l’articolo che ho scritto, in cui troverete la sinossi e alcune informazioni sulla storia de La leggenda Jake di Fairlith – Il Flauto Magico  cliccate → QUI.

Leggendo il manoscritto me ne sono innamorata, è una storia che merita ed è scritta molto bene, in un italiano corretto e fluente. Dunque nel mio furore di fan e lettrice accanita ho pensato: “E se provassi a scrivere all’autore per fargli microfonodelle domande?”. Beh, non so come ma ho trovato il coraggio di contattare Francesco per  proporgli “l’intervista” che riporto qui sotto. ↓

Siete pronti? Cominciamo!

– Ciao Francesco e benvenuto sul blog Il Profumo dei Libri. Ne approfitto subito per ringraziarti per questa opportunità e per la tua disponibilità (è la prima volta che parlo con uno scrittore e che posso fare direttamente a lui/lei le mie domande). Cominciamo con qualche domanda per conoscerci meglio. Parlami un po’ di te e di come ti è venuta l’idea di scrivere un libro. 

Ciao Valentina, grazie a te per la possibilità che mi stai dando di poter parlare del mio lavoro. Ho 24 anni, sono un ragazzo della provincia di Napoli, precisamente Giugliano in Campania, sono iscritto all’ultimo anno della Facoltà di Medicina dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e sono un sognatore. Fin da piccolo, il mio sogno più grande è sempre stato quello di diventare un artista, sai cantare, recitare, scrivere. Del resto, ho sempre condiviso l’idea di greci e latini, credendo fermamente nel ruolo catartico dell’arte, per cui come io ho trovato rifugio nella musica, nel teatro e nelle parole, mi auguravo che tante altre persone, attraverso di me, potessero vivere la stessa esperienza. Penso che l’idea di scrivere un libro sia sempre stata in qualche parte recondita della mia mente fin dalle scuole medie, quando su incentivazione del nonno e della mia professoressa di italiano, scoprii che mi piaceva tantissimo inventare storie e dare vita a nuovi personaggi. Il mio primo tentativo, in tal senso, fu quello di voler dare un seguito a Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, armato di penna e di un quaderno a quadretti. Lo chiamai Le Cronache di Narnia – Angeli e Demoni, ne scrissi solo un capitolo (per un ragazzino di 11 anni, uno sforzo più che titanico). Lo feci leggere al nonno, musicista, scrittore di opere teatrali, poesie e canzoni, che per me è sempre stato un’ispirazione e un modello da imitare. Mi disse che avevo molto talento, che dovevo imparare a gestirlo meglio e che dovevo creare qualcosa di mio. Dopo diversi tentativi, senza mai dimenticare quegli Angeli e Demoni della mia infanzia, diedi vita a I Guardiani della Luce, un nuovo tentativo di romanzo, nato da un sogno, che però non è mai andato oltre qualche capitolo, fui stroncato da un professore a cui sottoposi la mia idea e, nonostante gli incentivi del nonno, per un po’ smisi di scrivere… Mi dedicai alla musica, alle canzoni, alle poesie, a qualche opera teatrale, due musical, fino a quando con l’inizio dell’università, su incentivo di Licia Troisi, la scrittrice italiana, che mi aveva risposto ad un tweet, ricominciai a sperimentare. Ed ecco che nacque l’idea delle fiabe come substrato del mio romanzo, frutto di una accurata ricerca e studio delle fiabe popolari italiane e straniere (Giambattista Basile, Calvino, i Grimm, Perrault, Andersen, Le Mille e Una Notte, Fiabe e leggende inglesi).

Parlaci un po’ della trama di Jake di Fairlith.

Jake è un ragazzo di diciassette anni, figlio di Biancaneve e di William, secondogenito di Re Artù. È il principe ereditario del regno di Fairlith, il secondo più grande del continente di Albh’ya, dove tutti i personaggi delle fiabe convivono. Nel giorno del suo compleanno, il ragazzo scopre quasi per caso che nel giorno del suo battesimo, Talia, la Fata della Notte, lo aveva maledetto, facendogli dono della magia e profetizzando che il giorno del suo diciottesimo compleanno, le forze del male lo reclameranno, per fare di lui il più potente e malvagio stregone della storia. Per Jake è un trauma scoprire che quella parte così essenziale di lui, quel tratto così caratteristico, lo rende quasi un mostro e un pericolo per tutti coloro che lo circondano, è ancora più umiliato dal fatto che gli era stato tenuto nascosto della maledizione. Quando decide di affrontare i suoi genitori, ne viene fuori che l’unico in grado di aiutarlo è il Mago Merlino, di cui però si sono perse le tracce il giorno del suo battesimo, quando si era ritirato nelle foreste, isolando il regno dalla magia per proteggere il bambino. Valorosi cavalieri sono tornati pazzi dalla foresta, che si dice sia incantata, per cui quando Jake chiede il permesso di poter cercare il mago, suo padre glielo vieta severamente. Così la notte stessa, il ragazzo fugge di casa, vuole essere l’artefice del proprio destino. Dopo diverse peripezie ed il dono di uno spirito-guida di nome Woodie, trova Merlino che accetta di addestrarlo come mago e come guerriero, per poi rivelargli che un manufatto il Flauto Magico potrebbe spezzare la maledizione. Comincia così il viaggio dell’eroe, attraverso diversi regni del continente, con la compagnia di Belle, una fanciulla alla ricerca di avventure, ed Elise, una principessa che nasconde un segreto e una missione personale. Insieme scopriranno il significato di sacrificio, amicizia, amore, famiglia, coraggio, giustizia. Ma soprattutto affronteranno un grave pericolo, l’ombra di una guerra, di una regina cattiva ritornata dal mondo dei morti e di Talia, sua fiera luogotenente e di un misterioso cacciatore.

Hai sempre avuto la passione per la scrittura? Come è cominciata? 

Penso che la scrittura abbia sempre fatto parte di me, la passione per la scrittura è nata in concomitanza a quella per la lettura. Ho sempre divorato pile su pile di libri da quando avevo 9-10 anni, più o meno. È stato sempre il nonno il mio grande incentivo, mi spronava a scrivere e riportare su carta i miei pensieri, le mie idee, i miei sogni. Ricordo che ogni volta che partivo per un viaggio, mi chiedeva di segnare tutto quello che vedevo, in modo che, una volta tornato, avrebbe potuto viaggiare anche lui tramite le mie parole. È stato un lavoro lungo e ha richiesto molta pazienza, molto esercizio. Sono stato fortunato perché sulla mia strada ho trovato persone che mi hanno dato fiducia e che hanno creduto in me, in primis le mie quattro professoresse di italiano e storia alle medie e al liceo, che mi hanno sempre incentivato a dare di più, a migliorarmi e questo è stato importante.

– Cosa ha ispirato il tuo romanzo? 

La mia infanzia. Ora mi spiego meglio. Da piccolo, ho sempre immaginato che i personaggi delle fiabe e delle storie della buonanotte, in qualche modo fossero reali, che abitassero o che avessero abitato qualche luogo che per noi uomini era diventato irraggiungibile e di cui ci era rimasta memoria attraverso i racconti. E poi, per un bambino, i film di Walt Disney sono stati un terreno fertile perché le mie idee ed i miei sogni in qualche modo prendessero vita. Pensa che da bambino, mia madre mi fece credere che Malefica de La Bella Addormentata nel Bosco si nascondesse dietro la tenda della mia camera! Era inevitabile che prima o poi quel bambino terrorizzato, volesse riportare in vita quelle creature che nel buio e tra le ombre della mia stanza trovavano forma e dimensione. Fu un gioco a darmi l’idea per il romanzo, cosa succede dopo il “E vissero felici e contenti”? E se i personaggi delle fiabe realmente abitassero nello stesso posto, come interagirebbero tra loro? Cominciai da Biancaneve, il film Disney che avrò visto più volte in assoluto, le diedi un nuovo scopo, dopo la sconfitta della regina cattiva e decisi che la sua storia poteva bene intrecciarsi ai miti di Re Artù e la Tavola Rotonda, di cui sono sempre stato un grande ammiratore. Ed ecco, che senza rendermene conto, sotto i miei occhi nasceva Albh’ya con tutti i suoi abitanti.

– Quali sono gli scrittori o i generi letterari che segui di più? Potresti dire che ti hanno influenzato?

Sono un appassionato di fantasy, gialli e thriller soprattutto se storici, amo i romanzi storici e le storie di formazione ben raccontate. La mia scrittrice preferita in assoluto è Isabel Allende, di cui ho letto tutti i romanzi e che in qualche modo è stata una fonte di ispirazione letteraria. Mi piace molto Dickens, Stephen King, la Rowling e Rick Riordan, autore della saga di Percy Jackson. Penso che sia stato lui la mia più grande influenza, il modo in cui i personaggi interagiscono tra di loro, quelle battute pungenti, l’autoironia dei personaggi, la capacità di rendere moderni i miti e le leggende antiche, un po’ quello che ho cercato di fare io: far sì che le fiabe potessero parlare alle persone di oggi.

– Cosa ti ha fatto innamorare del fantasy? E cosa pensi del fantasy che viene pubblicato in Italia?

Senz’altro Harry Potter, il primo amore non si scorda mai. Se potessi esprimere un desiderio, vorrei un giorno eguagliare J.K. Rowling, che ammiro profondamente per la capacità di creare un mondo magico e avvincente da zero, pieno di suspance, in cui ognuno di noi può immedesimarsi. Penso che il fantasy italiano sia molto buono, pieno di idee e di bei personaggi, purtroppo è poco pubblicizzato e, differentemente dalle sue controparti straniere, raggiunge poco i lettori…

– Scrivi per un numero di ore prestabilite ogni giorno oppure solo quando sei ispirato?  

In realtà, per via dell’università, a volte è molto difficile trovare un tempo fisso per scrivere, diciamo che me lo ricavo, anche un’oretta o dieci minuti. Certo l’ispirazione aiuta, prova a scrivere dieci minuti senza ispirazione, ne esce fuori un disastro!

– Al momento stai scrivendo qualcosa? Magari un seguito per la storia di Jake?

Al momento ho due progetti in cantiere, il primo è un seguito alla storia di Jake, di cui ho già scritto un paio di capitoli, il secondo è una storia completamente nuova, sempre un fantasy ma ambientato nella mia Napoli e ispirato ai suoi miti e alle sue leggende.

– Quale consiglio daresti agli altri scrittori emergenti in Italia? 

Di scrivere per sé stessi, che scrivere fa bene al cuore e all’anima, e che bisogna sempre provare, anche quando sembra che tutti ti siano contro.

– Che tipo di esperienza è stata per te scrivere e proporre il tuo libro ad una casa editrice? E come mai hai scelto proprio Bookabook? E’ un grande passo da compiere. 

Scrivere è stata forse una delle più belle avventure della mia vita, con Jake sono cresciuto molto. Proporlo alle case editrici è stato un po’ brutto e demotivante, o non ricevevo risposte oppure solo proposte editoriale dietro un cospicuo compenso economico. Poi, per caso, quando stavo per perdere le speranze, mi sono imbattuto in bookabook, ho fatto diverse ricerche e mi è sembrata un’ottima soluzione. Ho subito scritto al team, tramite il loro sito e in poche settimane mi hanno risposto dicendo che erano interessati al mio lavoro. Non nascondo che è stato difficile raggiungere le duecento copie utili alla pubblicazione, a volte mi è sembrato di dover elemosinare qualcosa… Adesso ho superato il goal delle duecento copie e sto cercando di raggiungere l’overgoal per le 350 copie, che mi permetteranno di ricevere una pubblicità su scala nazionale e la distribuzione nelle principali librerie e store online. È un viaggio che continua insomma, però non mi costa nulla continuare a sognare.

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E con questo si conclude questa piccola intervista, ringrazio moltissimo Francesco che è stato disponibile e super gentile nel rispondere alle mie domande. Questa è solo una delle due interviste che vorrei proporre all’autore, la prossima che pubblicherò si concentrerà maggiormente sulla trama e sui personaggi.

Spero tanto che questo articolo possa aiutare altri aspiranti scrittori nella realizzazione del loro sogno, provate a mettervi in gioco, provate a presentare i vostri scritti a delle case editrici, non lasciatevi scoraggiare dai primi rifiuti e chissà, forse verranno pubblicati.

Se vi interessa leggere l’articolo sulla CE Bookabook.it cliccate → QUI

Se invece volete leggere l’anteprima del libro e/o preordinarne una copia cliccate → QUI

Fatemi sapere cosa ne pensate di questa storia, dell’intervista e non dimenticate di passare a trovarmi su Instagram ❤

Valentina

7 pensieri riguardo “– Intervista all’autore – La Leggenda di Jake di Fairlith”

  1. Bravissimo si denota una spiccata è perfetta dialettica, mi auguro che questo lavoro sia il primo di una lunga serie, e che sia da esempio a tanti giovani affinché si affaccino a questo mondo creativo

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  2. Secondo me te la sei cavata benissimo 😊 hai fatto delle domande varie e interessanti, che tengono alto l’interesse del lettore. Perciò secondo me non hai bisogno di consigli! Spero di trovare altre interviste sul tuo blog in futuro 😊

    Piace a 1 persona

    1. Ti ringrazio, per me è importante il parere di chi è più esperto di me e se posso fare meglio sono anche più contenta 🙂
      Spero anch’io di avere la possibilità di intervistare altri autori ❤

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