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Recensione – Viking – Le ossa di Ardal

Il vento delle montagne, il respiro dell’inverno che non voleva andarsene, spazzava il fiordo, fischiando tra gli alberi che orlavano le scogliere. Sotto il sole splendente, però, Ragnvald aveva caldo con la tunica di lana e i calzoni pesanti. Li aveva portati per tutto il viaggio di ritorno sul Mare del Nord, tra le tempeste e i banchi di nebbia che separavano l’Irlanda da casa.

Buonsalve Divoratori di libri.

É la prima volta che mi vedete scrivere ed è anche la prima volta che mi cimento in una recensione scritta e ufficiale. Insomma, si tratta di un vero e proprio debutto in piena regola.

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Riprendendo il contegno, giuro 😛
Vorrei iniziare da qualcosa a me familiare, un argomento legato a doppio filo al mio essere e che ho imparato a scoprire ed apprezzare: i Vichinghi. Un amore a prima vista, oserei dire, o meglio “a prima ascia” se me lo consentite. Quelle cose nate quasi per caso, per sfida, per gioco, divenute poi parte integrante e imprescindibile della propria vita. Ecco, questo è quello che mi è successo con questo popolo fiero, battagliero, sanguinario, ma anche saggio, antico, ricco di valori e fortemente credente.
Non a caso la mitologia norrena figura come una delle principali e più variopinte nel panorama del folklore; in molti hanno studiato, scritto, inventato, elaborato, rimaneggiato, raccontato e tramandato tali miti e leggende, legati ad un passato che pare quasi mistico e fantastico, ma che per i Vichinghi era più vivo e reale che mai.

Ma bando alla ciance, qui si parla di libri, non di “quanto sono belli i Vichinghi“, altrimenti sarebbe un altro Blog!  

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Voglio parlarvi di una saga, presumibilmente una trilogia, nonostante il terzo volume non sia stato ancora pubblicato (leggete la fine della recensione se volete saperne di più al riguardo!).
Siete pronti quindi a solcare le onde gelide del Mare del Nord? Immergervi nelle cruente razzie? A scoprire le meraviglie celate dai profondi fiordi?
Se la risposta è sì, Viking – Le ossa di Ardal di Linnea Hartsuyker potrebbe essere il libro che fa per voi. Iniziamo questo viaggio alla sua scoperta insieme.

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Titolo: Viking – Le ossa di Ardal (The Half-Drowned King)
Autore
: Linnea Hartsuyker
Editore: Giunti Editore (25 novembre 2017)
Numero di pagine: 581 pagine
Prezzo: 6,99€ eBook (Amazon) / 15,30€ cartaceo (Amazon)

Sinossi: Combattimenti, faide, amori brucianti e audaci navigazioni sui mari del Nord: un’avvincente saga sull’ascesa al trono del primo re di Norvegia. Da quando il padre è morto in battaglia, Ragnvald si è battuto duramente per difendere la sorella e attende la maggiore età per recuperare le terre che gli spettano. Quando il capitano della sua nave però tenta di ucciderlo mentre tornano da una scorreria, Ragnvald capisce che è stato il patrigno a ordire l’agguato. Non è facile avere giustizia nella Norvegia vichinga, dove centinaia di piccoli re competoono per un lenzuolo di terra. E se Ragnvald ci si aspetta che sia disposto a morire per il proprio onore, dalla sorella Svanhild ci si aspetta un buon matrimonio. Non è questo però il destino che lei desidera e quando Solvi, l’acerrimo nemico del fratello, le offre l’opportunità di sfuggire alla crudeltà del patrigno, Svanhild deve compiere l’estrema scelta: famiglia o libertà.

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Norvegia. Fiordi. Leggende. Razzie. Guerrnave-vichinga-le-tazzine-di-yokoe. 
Ragnvald
 è il legittimo erede di Sogn, ma dopo la morte del padre e, fino alla sua maggiore età, sarà il suo patrigno, Olaf, ad amministrare le sue terre.
C’è la possibilità che il caro Olaf abbia intenzione di farsi da parte e lasciare che il figliastro erediti le sue terre come gli spetta di diritto?
Ovviamente no.
La storia inizia infatti con il giovane Ragnvald aggredito e quasi ucciso da Solvi, l’uomo per cui faceva razzie su ordine del padre di costui (re Hunthiof) che, a sua volta, è alleato con Olaf.
Il ragazzo viene inghiottito dalle acque del fiordo, è praticamente spacciato, ma gli dei sembrano avere uno speciale piano per lui. Si ritrova, infatti, nelle umide sale del palazzo della dea Rán (la dea del mare e sposa di Ægir – il gigante re del mare e inventore della birra) dove ha una visione di un meraviglioso lupo dorato, un lupo che Ragnvald cercherà per tutto il tempo sapendo che il suo destino è legato ad esso. Salvato poi da un pescatore, è deciso a denunciare Solvi e ad avere giustizia al tribunale del Ting (assemblea annuale dove poter risolvere i contenzioni dinnanzi al re e alla popolazione tutta).
Ragnvald è un giovane impulsivo e, di fronte al Ting, spreca la sua occasione per risolvere la questione pacificamente. Egli, infatti, perde tutto: il bottino, la sua terra e anche Svanhild, la sorella – nonché altra colonna portante dell’intera vicenda. Da questo momento le loro strade si dividono e, mentre Ragnvald dovrà vedersela con le gelosie dei re e dovrà imparare a stare in equilibrio su un filo molto sottile, Svanhild dovrà fuggire da chi vuole imporle un matrimonio indesiderato e mettersi in gioco per trovare la propria strada che la porterà dritta tra le braccia del nemico di suo fratello.

Ragnvald e Svanhild sono due protagonisti forti e determinati, ben caratterizzati e quasi opposti. Entrambi, grazie alle vicende che devono affrontare, compiono un viaggio interiore che li porterà a crescere e cambiare. In particolare Ragnvald che dovrà diventare più saggio, più astuto, imparare a tenere a freno la lingua e valutare meglio la situazione, prima di parlare. Svanhild, alla ricerca della libertà, finirà per trovarla proprio con l’uomo che l’ha allontanata dal fratello: Solvi. Proprio lui, Solvi, alla fine, non è l’antagonista della storia; all’inizio mi era parso un personaggio quasi debole o poco incisivo, costretto a seguire le decisioni del padre, man mano che sono andata avanti nella lettura, però, l’ho rivalutato. Solvi è uno spirito libero, un predone, più a suo agio su una nave che a governare un regno e riuscirà a dare a Svanhild proprio quella libertà che ella anela. Se Solvi è rimasto subito colpito dalla ragazza e prova attrazione e ammirazione per lei, Svanhild finirà per amare Solvi col tempo. Dopo un inizio per nulla facile diventeranno una coppia unita e forte anche se, a frapporsi tra loro, ci sarà sempre Ragnvald.
Ho adorato il personaggio di Solvi che, nonostante i suoi difetti, è riusciuto a conquistarmi passo dopo passo con la sua audacia, arguzia, sincerità e amore per Svanhild; così come Oddi – il figlio illegittimo di re Hakon e futuro migliore amico di Ragnvald: forte, leale, dalla battuta pronta.

Se Ragnvald sente un forte legame con la sua terra, con l’eredità dei suoi avi e con il re che ha scelto di seguire, Svanhild invece vede tutto questo come delle catene e desidera più di ogni altra cosa la libertà e l’avventura che solo Solvi può darle. Quale altro marito la porterebbe a saccheggiare assieme a lui? Chi altri la farebbe vivere sulla sua nave, invece di lasciarla a casa?

Ragnvald verrà ben presto assorbito dai delicati equilibri della corte di re Harald I “Bellachioma”. Inizialmente, al servizio di re Hakon dovrà vedersela con l’invidia del figlio preferito, Heming, e conquisterà l’amicizia del figlio illegittimo Oddi. La sua fortuna e la sua abilità gli varranno la stima e la simpatia di Harald, ma attireranno anche invidia e risentimento di altri. Ragnvald dovrà capire di chi fidarsi, a chi essere leale e come esprimersi per non attirarsi l’antipatia e l’inimicizia dei potenti. Man mano passerà dall’essere il giovane impulsivo e impetuoso, all’uomo saggio e caparbio, in grado di risolvere ogni problema con lucidità e astuzia.

Ragnvald-le-tazzine-di-yokoQuesto libro si è rivelato davvero una lettura appassionante di cui ho divorato una pagina dopo l’altra, tra battaglie, complotti, leggende e storie d’amore travagliate. La ricostruzione storica è accurata ed è evidente il lavoro di documentazione svolto dall’autrice, cosa che apprezzo sempre molto.

Dunque, se vi piacciono i romanzi storici e d’avventura con un pizzico di fantasy e amate, come me, i Vichinghi, allora questo libro fa davvero per voi. L’elemento fantasy non è predominante ed è anzi, molto ridotto, si limita principalmente alla visione di Ragnvald e al suo breve soggiorno nel regno della dea Rán che, tuttavia, potrebbe benissimo essere stato solo un sogno o un’allucinazione, come ho sempre pensato io stessa. I personaggi sono ben caratterizzati, ciascuno di loro segue le proprie ambizioni e non c’è un vero e proprio “cattivo” ma solo due fazioni in lotta l’una contro l’altra.

Ciò che resta da scoprire ora è se Harald è davvero il lupo dorato della visione di Ragnvald, se riuscirà a conquistare tutta la Norvegia, se le strade di Ragnvald e Svanhild saranno destinate a rimanere separate per sempre, se Ragnvald otterrà la sua vendetta.
Per avere le risposte non vi resta che leggere Viking – Le ossa di Ardal e anche il suo seguito: Viking – La Regina del Mare (pubblicato il 3 ottobre 2018).


Aspetto con ansia il prossimo capitolo di questa avvincente saga e se questa recensione vi è piaciuta, realizzerò anche quella del secondo e vi terrò aggiornati su eventuali novità.
Il terzo volume, comunque, penso sia The Golden Wolf, previsto in uscita il 13 agosto 2019 (data di uscita americana); quindi ci sarà probabilmente da aspettare almeno la fine di quest’anno o addirittura il 2020 per poterlo avere in italiano. STAY TUNED 😉

Edizione americana dei tre volumi della saga


Intanto, voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Harlad è davvero così splendido? Ragnvald è davvero così machiavellico? Svanhild è davvero così senza radici e dedita solo alla propria libertà?

Divorate questo libro e fatemelo sapere!

 

NOTA SULL’AUTRICE
Linnea Hartsuyker, di origini norvegesi, è cresciuta vicino a Ithaca, nello stato di New York, e ha studiato ingegneria alla Cornell University. Dopo aver passato un decennio a lavorare per varie startup e a scrivere, ha frequentato la New York University e ottenuto un MFA in scrittura creativa. Fin da ragazza si interessa all’ascesa e al regno di re Harald I Bellachioma, dal quale discende risalendo il suo albero genealogico. Appassionata di CrossFit, ha partecipato anche alla Husafell Stone Challenge (competizione di origine islandese che consiste nel sollevare una pietra di 186 chili).


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Piccola curiosità
La statua di Harald Bellachioma nel centro della città di Haugesund. Opera dello scultore Frode Mikal Lillesund è stata eseguita nel 2012 ed è alta 230 cm.

 

 

Carlotta ~ Il profumo dei Libri

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