Recensioni Narrativa

– Recensione – Le trilogie di Anna Zaires –

Buongiorno amici Lettori,

come avete passato la Pasqua? Vi siete riposati? Siete stati in compagnia? Raccontatemi di quali letture vi occupate in questi giorni.

Ma dunque vediamo subito di cosa parlerà questo post. Prima però devo fare una piccola premessa e partiamo dal presupposto che non si può leggere solo libri belli, che al mondo ne vengono pubblicati molti e a volte non vengono neanche selezionati così tanto bene, anzi, spesso i libri che meritano di più vengono abbandonati nel dimenticatoio e al loro posto vengono pubblicate delle baggianate incredibili e fatte passare per grandi capolavori.

Bene. Detto ciò arriviamo al punto.

Qualche tempo fa, spulciando tra gli ebook in offerta e, dato che avevo voglia di qualcosa di diverso, attirata dalle buone recensioni, ho scoperto i libri di Anna Zaires, scrittrice statunitense che si occupa di romanzi sci-fi, ossia, per chi come me cadeva dal pero, “romanzi erotici e dark”.

Incuriosita provo ad acquistare la prima trilogia. Strapazzami. Che già il titolo è tutto un programma, però mi sono detta: “non farti condizionare, magari è solo la traduzione che lascia a desiderare”.

Eh no, non era solo la traduzione che lasciava a desiderare.

Titolo: Twist Me – Strapazzami (vol. 1); Tienimi con Te (vol. 2); Stringimi a Te (vol. 3)

Autore: Anna Zaires

Prezzo Amazon ebook trilogia completa: 9,99€

Se volete valutare voi stessi la trama → cliccate QUI

∼ Sinossi ∼ Mi lascerai mai andare?”
“No, Nora” risponde lui, e percepisco il suo sorriso nel buio. “Mai.”

Alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, Nora Leston incontra Julian Esguerra e la sua vita cambia per sempre. Dopo essere stata portata su un’isola privata, si ritrova in balia di un potente uomo pericoloso il cui tocco la manda in estasi.
Un uomo la cui ossessione per lei non conosce limiti.
Il suo enigmatico rapitore è crudele quanto bello, ma è la sua tenerezza a devastarla più di ogni altra cosa. Trascinata nel suo mondo violento, Nora deve trovare un modo per adattarsi e sopravvivere—e trovare la luce tra le tenebre.

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La sinossi non sembra neanche male vista così, tuttavia inizio a leggere e mi rendo conto, con grande disappunto, che non è per niente romantico questo libro, e non è per nulla erotico. La scrittrice vuole farci passare questa trama come sensuale e romantica ma in realtà, il messaggio passato e l’interpretazione che io do a questo libro è una storia assolutamente violenta e per buona parte offensiva.

Si parla infatti della protagonista, Nora, una ragazza di appena diciotto anni che sta iniziando a crescere, fa programmi per il futuro, pianifica la sua vita da adulta. Insomma ci sta, è giovane e vuole divertirsi, chi non lo ha fatto? Una sera in discoteca però, incontra Julian, un ragazzo di circa trent’anni, bellissimo ma dall’aspetto pericoloso e che mostra di essere interessato a lei. Quindi, dato lei lo ha guardato con una “specie di sorriso”, Julian lo interpreta come un interesse nei suoi confronti e decide di chiederle di uscire…

E invece NO!

La rapisce e la porta su un’isola deserta. Un po’ estremo, non trovate?

sora lella.gif

Una volta sull’isola, di proprietà del rapitore (che è anche un ricchissimo trafficante d’armi) la povera Nora, drogata e spaventata a morte, si trova in balia del suo rapitore che la costringe a un rapporto sessuale.

Si. La stupra.

Ovviamente viene descritto tutto nei minimi dettagli, inclusi i vani tentativi di Nora di ribellarsi alla violenza, che non è violenza secondo questa scrittrice, dato che ce lo fa passare come qualcosa di “erotico” perché in qualche oscura e remota parte della mente di Nora questo Julian le piace, e non può fare a meno di cedere.

Da qui in avanti comincia la vita di Nora sull’isola, che alcuni lettori potrebbero giudicare come un vero paradiso, immerso nel verde e nel mare, lontano da tutto e da tutti. Non è sola, infatti sull’isola c’è un’altra ragazza, Beth, che si occupa della casa e di lei, e soprattutto fa in modo che non possa scappare.

isola.jpgJulian si presenta periodicamente sull’isola e continua a costringerla ad avere rapporti con lui, a parlare e interagire, obbligandola a conoscerlo. La tratta come una specie di bambola, la lava, la veste e non le dà possibilità di scelta. Così facendo passano i mesi e piano piano Nora – dopo aver tentato la fuga in mare aperto, aver aggredito sia Beth che lui – inizia a trovare normale la realtà che sta vivendo, inizia ad accettarlo e a provare interesse per Julian, infatti si parlerà di una sempre più presente sindrome di Stoccolma provata dalla protagonista.

Dal canto suo, Julian, questo figo da paura con dei seri problemi, ha ovviamente un trascorso difficile che lo ha reso il trafficante di armi che è, oltreché ossessivo nei confronti di Nora, ma il perché si scoprirà solo nei due libri successivi (fortunatamente non ambientati sull’isola).

Vi risparmio il resto della trama perché è tutto così, finché Nora ha un attacco di appendicite e sono costretti a lasciare l’isola situata nel cuore del Pacifico per andare sulla terra ferma in ospedale. Devo confessarvi che andando avanti con la lettura, soprattutto nei due capitoli successivi, ho provato una certa empatia nei confronti dei protagonisti, mi ha anche un  po’ emozionata in certi punti, quindi non è del tutto da buttare, lo ammetto. Tuttavia ci sono alcune cose che davvero non ho sopportato: in primo luogo il linguaggio scurrile e le parolacce usate; questa è una grande pecca perché mi ha messa a disagio, non erano necessarie e hanno fatto perdere alla storia un tocco che poteva davvero essere “romantico”. Insomma le parolacce – che almeno la traduttrice poteva evitare – hanno rovinato un po’ tutto.

Dopo aver letto questa trilogia in ebook ho voluto provare a leggere le anteprime gratuite delle altre due: Catturami e Il mio tormentatore. Lasciamo proprio stare, con i titoli, sono un disastro e anche per le copertine. Ho scoperto che la scrittrice riutilizza sempre lo stesso schema narrativo: le protagoniste sono tutte donne con un carattere abbastanza debole o che hanno sofferto in passato, bellissime di aspetto, che si piegano sempre al volere dell’uomo che le ha rapite, innamorandosi perché in fondo, anche se assassini, questi uomini sono dei teneroni.

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Si, in tutte e tre le storie le protagoniste femminili vengono portate via con la forza dal protagonista maschile, anch’esso bellissimo e con un passato tormentato; in queste donne vedono qualcosa di diverso, dapprima sono attratti eroticamente ma poi, dopo aver fatto un sacco di storie perché non accada, si innamorano.

E questo succede sempre, in ogni singola trama, i dettagli ovviamente sono diversi ma il succo della questione rimane proprio questo. E io mi sono chiesta, perché? Cosa c’è di sensuale e attraente nella storia di qualcuno che viene costretto ad avere rapporti sessuali anche se con dei ragazzi bellissimi? Come può piacermi e piacere ad altre donne una storia del genere? L’innamoramento finale della coppia è scontato dal mio punto di vista, ma tutta la violenza che c’è prima non conta? Anche solo l’essere allontanati dalla propria famiglia e costretti a stare dall’altra parte del mondo per volere di qualcun’altro è violenza, e sinceramente non mi diverte. Eppure leggendo le recensioni di altre lettrici vedo che queste domande raramente vengono poste, per tutte è una storia bellissima e va tutto benissimo.

Quindi nella mia perplessità sono andata avanti a leggere, più per scoprire quale fosse il limite, ma ripeto: non è del tutto da buttare perché è una lettura scorrevole e dopo un po’ si inizia anche a comprendere i personaggi, tuttavia il livello di violenza inutile non lo rende né erotico né romantico se non in pochissimi tratti. Infine penso che nessuna donna reale, anche se rapita da un uomo bellissimo, avrebbe mai potuto accettare di essere distrutta dal punto di vista fisico ed emotivo come in queste storie, finendo poi con l’innamorarsi.

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Ed eccovi la seconda trilogia, i cui protagonisti sono Yulia e Lucas.

Cliccate QUI se volete leggere l’anteprima gratuita.

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Poteva essere finita qui? Ovviamente no, ne ha pubblicata una terza, se possibile con delle copertine e dei titoli ancora più trash. I protagonisti qui sono Peter e Sara.

Cliccate QUI se volete leggere l’anteprima gratuita.

Basta mi fermo qui.

Ditemi solo cosa ne pensate di questa trilogia, se conoscete questa scrittrice e se avete mai letto qualcosa di suo, sono io esagerata oppure ho dato una giusta interpretazione alla storia?

Valentina ∼ Il Profumo dei Libri

 

2 pensieri riguardo “– Recensione – Le trilogie di Anna Zaires –”

  1. Davvero terribile. È sconvolgente che queste storie di violenza sessuale e in generale umiliazione delle donne da parte di uomini belli e violenti piacciano tanto e soprattutto quelle che le scrivono sono DONNE e RAGAZZINE, che a parer mio dovrebbero farsi un bagno di mondo vero o una seduta da un bravo psicologo perché se arrivano a scrivere oscenità del genere significa che hanno una visione distorta dell’amore, del sesso e dell’essere donna. Comunque bella recensione! Io al momento sto leggendo un fumetto che si chiama “Lo scontro quotidiano” perché è un periodo abbastanza pieno e devo studiare quindi non riesco a leggere libri “normali”, ne ho dovuti abbandonare due che riprenderò in un periodo più tranquillo. Pasqua con solito parentame…

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    1. Infatti la cosa che mi ha stupita di più sono stati i commenti e le recensioni (di sole donne) per lo più positive. In pochissime hanno notato quello che ho notato io. Anche questo libro, come il precedente, finisce tra quelli con una trama originale ma sfruttata malissimo. Non conosco questo fumetto, anche perché non ne leggo di solito, spero che la tua sessione finisca presto così potrai riprendere le tue letture 🙂

      Piace a 1 persona

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