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– Recensione – La figlia di Odino

Buonsalve, Divoratori!

Con questa nuova recensione, vorrei introdurvi nella misteriosa, contorta e affascinante Ymslanda.

“Era liberatorio andarsene in giro così, con qualcuno che non recitava mai una parte. Vetle era se stesso, a prescindere dal suo interlocutore. Non nascondeva secondi fini. Non ci sarebbe mai stato posto per l’avidità, nel suo sguardo. Con lui, Rime poteva scordare chi fosse: un privilegio davvero raro.”

Partendo da questa citazione, davvero densa di significato – che capirete fino in fondo solo una volta letto il libro, ovviamente 😉 – vi voglio parlare de La figlia di Odino, primo volume della trilogia Raven Rings di Siri Pettersen.
Come oramai avrete capito, cercherò anche questa volta di portare alla vostra attenzione un libro ispirato alle tradizioni norrene, al profondo Nord, con una bella spolverata di fantasy e magia.

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  • Titolo: La figlia di Odino (Raven Rings #1)Cover_C_multi
  • Autore: Siri Pettersen
  • Editore: Multiplayer Edizioni
  • Genere: Fantasy
  • Serie: Raven Rings
  • Pagine: 640
  • Traduttore: Irene Peroni
  • Data di pubblicazione: 08/06/2017
  • Prezzo: 19,95€ cartaceo (Amazon) / 7,99€ eBook (Amazon)
  • Sinossi: Il viaggio di Hirka, una ragazzina di quindici anni dai capelli rosso fuoco, inizia quando, morto il padre girovago e guaritore, si ritrova completamente sola al mondo e costretta a fare i conti con la propria identità “diversa”: vive infatti tra persone del tutto simili a lei tranne che per la coda, elemento distintivo di tutta la stirpe di Ym, di cui lei è priva.
    Hirka conosce i poteri miracolosi di alcune erbe e cura con generosità chiunque le si rivolga. Ma il suo altruismo è ricambiato con distacco, diffidenza e talvolta disprezzo, anche da parte di quelle persone che dovrebbero esserle amiche. A Hirka manca anche altro: non sa evocare e non è in contatto col Dono, un’energia che socrre in tutto ciò che esiste. La ragazzina sa che presto verrà messa alla prova durante una cerimonia iniziatica, il Rito, cui tutti i quindicenni degli undici regni di Ymslanda sono obbligati a partecipare, e ha paura di essere smascherata e punita per questa sua inadeguatezza.
    Ymslanda è governata dal Consiglio, formato dai rappresentanti delle dodici famiglie più potenti, che ha sede ad Eisvaldr, cittadella piena di torri e cupole scintillanti. Al di sopra di loro c’è soltanto il Veggente, un misterioso corvo accudito e riverito come una divinità.
    Il potere, però, è intessuto di menzogne, rivalità e favoritismi. C’è anche chi, per accrescere il proprio ruolo, fauso di sortilegi e stregonerie, accusando Hirka, una cosiddetta “figlia di Odino”, di aver lasciato che gli Orbi, creature mostruose e letali, invadessero Ymslanda attraverso i cerchi di pietre.
    In breve tempo, Hirka e Rime, erede ribelle di una delle più importanti famiglie del Consiglio e amico d’infanzia della ragazza, si troveranno a combattere fianco a fianco, ciascuno alla ricerca della propria identità, per sconfiggere gli abusi e svelare i terribili segreti che hanno segnato il destino di entrambi.

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Un’emozione dopo l’altra in questo originale fantasy basato sulle tradizioni nordiche. È un’epica resa dei conti con la paura dell’ignoto, la fede cieca e il diritto e la volontà di comandare.
Sì, perchè nella serie Raven Rings, i classici elementi della letteratura fantasy vengono reinventati. Non troverete profezie, draghi, stregoni o spade magiche. Certamente c’è la magia, ma questa parola non compare mai nel testo. Si tratta di qualcosa di molto più profondo ed intrinseco, qualcosa che sgorga dalle profondità della Terra e si riversa nelle profondità stesse dell’Io interiore di ognuno.

In un mondo in cui la Fede in un Dio sconosciuto diventa fonte di vita ed essenza delle proprie giornate, Hirka si ritrova ad esserne esclusa, messa ai margini della società per la sua diversità: non ha la coda e non possiede il Dono. Tutti gli Ymslandesi hanno la coda e tutti sono legati intimamente a questa energia magica vitale, chiamata appunto Dono. Ella però è piena di risorse, vive emarginata e come una selvaggia a nord del paese. Non è una “prescelta” e non ha poteri speciali. In realtà, ciò che la distingue dagli altri è proprio questa mancanza di capacità soprannaturali che invece gli altri posseggono. Una protagonista un po’ diversa dal solito a cui si è abituati nei normali fantasy, ecco cos’altro mi ha colpita di questo libro. Lei è come noi, è una spettatrice degli eventi magici e mistici che avvengono ad Ymslanda.
La “Senza-coda“, il “marciume“, l’ “Orba“. Appellata nei modi più dispregiativi, disprezzata, scacciata da tutti, paragonata a quelle mostruose creature chiamate Orbi, Hirka deve sopravvivere, deve capire, vuole ottenere delle risposte, la sua libertà e trovare la sua identità.
All’improvviso comprende il motivo di tale odio: ella è una figlia di Odino, una creatura putrida e senza la coda, proveniente da un altro mondo. In molti la ostacolano per questo, in molti cercano di sfruttarla e usarla per ottenere potere, alcuni cercano addirittura di eliminarla affinchè tutto resti un segreto. Ma ci sono cose ben peggiori degli esseri umani e Hirka non è l’unica creatura ad essersi introdotta attraverso le Pietre: gli Orbi stanno varcando i cerchi di pietre, portali dimensionali in grado di collegare i mondi. In questo primo volume tali creature vengono spiegate poco a parer mio, ma è un’ottima strategia per arrivare incuriositi e pieni di hype al secondo volume!
Sembra quasi un “Hirka contro tutti” ed effettivamente lo è, salvo alcune eccezioni: la migliore e decisamente più incisiva, è rappresentata dal mio personaggio preferito. Rime An-Elderin, il discendente della famiglia più importante della capitale Mannfalla, il ribelle, il coraggioso, colui che vuole cambiare il proprio destino e che cercherà in ogni modo di cambiare anche quello di Hirka. Ho amato questo personaggio fin dall’inizio, in ogni sua sfumatura, in ogni suo dettaglio. Kolkagga. Tale parola adesso vi suonerà strana ed insignificante, ma se leggerete questa storia, capirete e magari vi emozionerete come me.

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Dunque, immaginate di essere privi di qualcosa di cui tutti gli altri dispongono. Qualcosa che rappresenta la prova della vostra appartenenza a questo mondo. Qualcosa di talmente vitale che senza di esso siete una nullità, una piaga, una leggenda per spaventare i bambini, un essere umano. Questo è ciò che prova la protagonista. Non posso aggiungere altro purtroppo perchè sfocerei nello spoiler del secondo volume e molto probabilmente anche del terzo.

Per quanto riguarda la lettura in sè per sè, è scorrevole e piacevole. Le descrizioni non sono troppo lunghe, ma sono ben accentuate in modo da poter comprendere aspetti fisici e luoghi. Insomma leggetelo! Divoratelo come ho fatto io, questo è il consiglio che posso darvi. Un’avventura diversa, esaltante, carica di significati nascosti.
Una trilogia che vale la pena avere nella propria libreria.
Il secondo volume si intitola Il Marciume, mentre il terzo Il Dono, in uscita il 9 maggio 2019. NON VEDO L’ORAAAAA!!!

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Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Cosa ne pensate?
Hirka è veramente il marciume? Gli Orbi distruggeranno Mannfalla? Il Veggente è un vero Dio?

Divorate questo libro e fatemelo sapere!

 

 

 

NOTA SULL’AUTRICE
Siri Pettersen ha esordito nel 2013 con La figlia di Odino, ottenendo un successo immediato. L’opera ha vinto il Fabelprisen nel 2014 ed è stata selezionata per il Bokhandlerprisen, il Bokbloggerprisen e per il premio riservato ai debuttanti del Ministero della Cultura norvegese. La Pettersen proviene da una carriera di designer e ha vinto lo Sproingprisen per la categoria debuttanti col suo fumetto Anti-klimaks. Le sue radici sono a Finnsnes, Trondheim e Oslo, ma attualmente vive a Søgne. È molto facile incontrarla in uno dei caffè di Kristiansand. Secondo i colleghi scrittori, il suo superpotere è la “megamotivazione”: la capacità di far sì che le anime creative si sentano geniali.

 

VOTO:        voto_positivovoto_positivovoto_positivovoto_positivovoto_positivo

 

 

Carlotta ~ Il profumo dei Libri

 

 

 

 

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