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– Recensione – Ross Poldark

“Demelza si svegliò all’alba. Sbadigliò e sulle prime non fu consapevole del cambiamento. Poi si rese conto che le travi del soffitto andavano in una direzione diversa. Sulla mensola del caminetto c’erano la pipa e la tabacchiera d’argento e più in alto era appeso uno specchio ovale macchiato di ruggine. La camera da letto di Ross. Si voltò e lo guardò, la testa sul cuscino, i capelli rame scuro.”

 

Carissimi Divoratori di libri,

eccoci qui, super carichi per una nuova recensione. Andiamo in Cornovaglia, alla fine del Settecento, nella vita aristocratica e non della campagna intorno alla cittadina di Truro. La famiglia Poldark ci aspetta per l’ora del thè!

 

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  • Titolo: Ross Poldark
  • Autore: Winston Graham
  • Editore: Solzogno
  • Serie: Saga di Poldark
  • Genere: Romanzo storico
  • Pagine: 431
  • Data di pubblicazione: maggio 2016
  • Prezzo: 15,72€ cartaceo (Amazon) / 9,99€ eBook (Amazon)
  • Sinossi: Cornovaglia, 1783. Ross Poldark, figlio di un piccolo possidente morto da poco, torna a casa, esausto e provato, dopo aver combattuto per l’esercito inglese nella Rivoluzione americana. Ora è un uomo maturo, non più l’avventato ed estroverso ragazzo che aveva dovuto abbandonare l’Inghilterra per problemi con la legge. Desidera soltanto lasciarsi il passato alle spalle e riabbracciare la sua promessa sposa, la bella Elizabeth. La sera stessa del suo arrivo, però, scopre che, anche a causa di voci che lo davano per morto, la donna sta per convolare a nozze con un altro uomo. Non solo: Nampara, la casa avita, si trova in uno stato di abbandono, cui ha contribuito anche una coppia di vecchi servi, fedeli ma ubriaconi. Devastato dalla perdita del suo grande amore, Ross decide di rimettere in sesto Nampara e di concentrarsi sugli affari che il padre ha lasciato andare a rotoli, tornando a coltivare le terre e lanciandosi nell’apertura di una nuova miniera. Viene aiutato dalla cugina Verity, dai due servi e da Demelza, una rozza ma vivace ragazzina che ha salvato da un pestaggio e che, impietosito, ha preso a lavorare con sé come sguattera. Nella terra ventosa di Cornovaglia si intrecciano i destini dei membri della famiglia Poldark, primo fra tutti il forte e affascinante Ross, ma anche della gentile Verity, di Elizabeth, tormentata da segrete preoccupazioni, e di Demelza che, diventata una bellissima donna, è determinata a conquistare il cuore dell’uomo che le ha cambiato la vita.

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Ross Poldark. Un romanzo della Cornovaglia, 1783-1787.
Ecco, così si apre il primo volume di questa saga storica decisamente ricca di emozioni e avvenimenti.

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È il 1783 quando il capitano Ross Poldark fa ritorno in Cornovaglia dopo aver combattuto nella Guerra d’Indipendenza americana, ma quello che lo aspetta è un inclemente benvenuto. Suo padre è morto, la dimora di famiglia è in rovina e la donna che ama sta per sposare un altro. Ma Ross non si piega al destino funesto, al contrario, lo prende di petto. Nonostante sia un aristocratico, non ha paura di sporcarsi le mani e di mettersi al fianco della cosiddetta “gente comune”, decide quindi di riaprire la vecchia miniera di famiglia prodigandosi per dare cibo e lavoro ai paesani. In tutto questo, Elizabeth resta il suo tarlo fisso, ma Ross è un uomo orgoglioso, pieno di sé e a parte qualche momento in cui il suo animo sembra cedere a un sentimento ancora vivo, non le chiede mai nulla. Anzi, si dimostra un perfetto gentiluomo, consapevole del fatto che ora è la moglie di suo cugino Francis.
Nel frattempo, come aiuto in cucina, Ross assume una ragazzina per salvarla dalle mani troppo pesanti di un padre ubriaco e violento. Demelza ha solo tredici anni, ma il suo temperamento è sanguigno, il lavoro non la spaventa e in poco tempo si dimostra un aiuto molto più valido dei vecchi servitori Jud e Prudie, che solo una cosa sanno fare bene: scolarsi litri di rhum.

Il romanzo copre un arco temporale che va dal 1783 alla fine del 1787 e in questi quattro anni sono tanti i cambiamenti avvenuti in un susseguirsi di lotte di potere e duelli improvvisati. Ma al di là di tutto, come dice il titolo, questo è proprio il libro di Ross, del suo cambiamento, del suo diventare uomo. Devo dire che alcune parti sono più veloci di altre, ma l’autore tende a riprendere sempre quello che abbandona e i libri successivi ce ne daranno conferma. La prima metà potrà sembrare un po’ noiosa in quanto incentrata sul lavoro del protagonista e la rieducazione di Demelza, ma in realtà l’autore non è mai tedioso o prolisso, e tutto risulta sempre molto scorrevole.

Ross è un protagonista pieno di sfaccettature, a tratti è il classico eroe romantico, in altri momenti è solo un uomo con pochi pregi e svariati difetti. Non è facile per lui dare voce ai sentimenti più intimi, tanto meno comprenderli, spesso è l’istinto del momento a guidarlo e sovente sbaglia. Questo primo libro racconta la sua redenzione, di come lo spazio del suo cuore occupato da Elizabeth si rimpicciolisca per fare posto a Demelza. Le due donne sono così diverse – quello che ha una non ha l’altra – che c’è da chiedersi come Ross possa amarle entrambe. Elizabeth è rigore e compostezza, pelle di porcellana, abiti senza pieghe; impeccabile in ogni circostanza e sempre pronta a dire e fare quello che l’etichetta richiede. Demelza invece è l’esatto opposto: capelli scarmigliati, abiti impolverati, un cane come migliore amico. Diventerà una donna sotto gli occhi inconsapevoli di Ross e saprà conquistarlo e renderlo fiero, regalandogli una pace che credeva irraggiungibile.

Il gruppo di personaggi poi è vastissimo e ogni storia è destinata a incastonarsi in un’altra. Provare compassione e dolcezza per la docile e sottomessa cugina Verity, divisa tra l’amore e il dovere. Credo impossibile non farsi sopraffare da ondate di biasimo per Francis, il pavido e insicuro cugino di Ross, o sorridere per le continue nefaste previsioni di zia Agatha che ormai ha visto nascere sei generazioni di Poldark e ancora non ci pensa proprio di finire sottoterra. Invece non so ancora definire George Warleggan. Alle volte così viscido, alle volte profondo e del tutto inaspettato. Il cattivo di turno? L’antagonista per eccellenza? Non lo so, non è facile definirlo. George è un uomo che si è creato dal nulla, nessuno gli ha mai dato niente, ma lui si è preso tutto. Sicuramente siamo solo all’inizio della sua scalata sociale, probabilmente non saranno nemmeno i soldi la futura merce di scambio, perché George, di Ross Poldark, detesta la felicità e probabilmente farà di tutto per strappargliela.

Degno di nota è sicuramente, a parer mio, il personaggio di Dwight Enys, il giovane 95cc0775400af5a667557fc9c84e0df5medico, così premuroso e intelligente, sognatore e altruista. Lo spazio a lui dedicato inizialmente non è molto, ma con l’andare avanti della saga, non lo perderemo di vista fortunatamente. Qualcuno invece che non ho sopportato dal primo istante e che mi ha irritata per tutto il tempo, è senza alcun dubbio Elizabeth. Sempre così impostata, pronta a fingere pur di salvare le apparenze, a volte falsa e fredda, opportunista, una “gatta morta” per dire. So che ci sto andando giù forse un po’ pesante, ma per me è stata la pecca del romanzo. Persino George mi è piaciuto di più ed è tutto dire!

L’intera psicologia dei personaggi è resa dal narratore onnisciente, ma si evince facilmente anche dai dialoghi, Graham presta molta attenzione nel differenziare il parlato a seconda della classe sociale di appartenenza, così come cura il periodo storico che fa da sfondo alle vicende. La Cornovaglia tra il XVIII e il XIX secolo ha prodotto i due terzi del fabbisogno mondiale di rame e l’immigrazione in quella terra volubile e desolata è stata massiccia. Ma al lavoro non sempre corrispondeva un guadagno sicuro ed essere proprietari di una miniera poteva significare grande fortuna o rovinosa caduta. Però era ed è una terra di grandissimo fascino che sferza il cuore, riempie gli occhi, brucia la pelle. Immagino ancora Nampara con le sue imponenti scogliere, le onde indomite che si riversano sulla spiaggia e sento quella forza imprevedibile regolata solo dalle leggi della natura.

Un appunto sullo stile. Ross Poldark è stato scritto negli anni Quaranta e per quanto alcuni dialoghi godano di una leggera artificiosità, la narrazione di Graham è di rara scorrevolezza e dotata di una inaspettata dose di ironia. Peccato che a volte si senta che a dar voce a Demelza sia la penna di uomo, ma contestualizzando il tutto all’epoca in cui si svolgono le vicende, ci può anche stare. Ella infatti, per quanto sia un personaggio moderno e fuori dagli schemi, non è colta, non è raffinata e vive all’ombra di un uomo che ammira senza riserve, meravigliandosi giorno dopo giorno di come lui abbia potuto sceglierla anche solo per un attimo.

Se Ross Poldark fosse un semplice romanzo rosa non lo avrei letto e le sfumature sarebbero finite ben presto. Winston Graham, invece, ha voluto raccontare una storia lunga circa quarant’anni e dalla vita, quella vera, possiamo aspettarci solo ritorsioni, tormenti, cambiamenti e gioie di ogni genere.
Quattrocentotrentuno pagine consumate in pochissimi giorni. La gioia mista a paura nel sapere che me ne aspettano altrettante e poi ancora, e ancora, dato che man mano la Solzogno sta traducendo e ripubblicando la saga completa.

La serie è abbastanza lunga e in Italia sono stati pubblicati i primi sei titoli:

  1. Ross Poldark – Ross Poldark (2016)
  2. Demelza – Demelza (2017)
  3. Jeremy Poldark – Jeremy Poldark (2017)
  4. Warleggan – Warleggan (2018)
  5. The Black Moon – La Luna Nera (2018)
  6. The Four Swans – I Quattro Cigni (2019)
  7. The Angry Tide
  8. The Stranger from the Sea
  9. The Miller’s Dance
  10. The Loving Cup
  11. The Twisted Sword
  12. Bella Poldark

Inoltre anche la serie tv ha un discreto successo. Iniziata nel 2015, al momento ha attive quattro stagioni (l’ultima ancora inedita in italiano) che consiglio di gustare in lingua originale per apprezzare ancora di più la bravura di Aidan Turner e Eleanor Tomlinson, rispettivamente nei ruoli di Ross e Demelza. Già tra il 1975 e il 1977, fu realizzata una serie di due stagioni che andò in onda in oltre 40 paesi, divenendo una delle serie televisive britanniche di maggiore successo di tutti i tempi.

Per concludere, non posso che consigliarvi apertamente questo libro. È tutto da gustare. È un’altalena di gioie e dolori, ecco come lo definisco sempre. Una pagina stai piangendo e quella dopo stai esplodendo di felicità, ma è proprio per questo che questa saga è in grado di fare breccia nel cuore.

Cosa ne pensate? Lo avete già letto? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere nei commenti e…

Divoratelo, se non lo avete già fatto!
So che lo adorerete!

 

VOTO:     voto_positivovoto_positivovoto_positivovoto_positivovoto_negativo.jpg

 

 

NOTA SULL’AUTORE
Winston Graham (1908-2003) è nato a Manchester e si è trasferito a Perranporth in Cornovaglia all’età di diciassette anni. Noto e prolifico romanziere, famoso soprattutto per la saga Poldark e per il thriller Marnie, portato anche sul grande schermo da Albert Hitchcock. Ross Poldark è il primo dei dodici romanzi della saga, che con 40 edizioni internazionali e milioni di copie vendute, rappresenta un vero e proprio classico tra i romanzi storici. L’edizione della Solzogno del 2016 è la prima traduzione integrale pubblicata in Italia.

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Carlotta ~ Il profumo dei Libri

Un pensiero riguardo “– Recensione – Ross Poldark”

  1. Ma con Ross e Demelza siamo ai limiti della pedofilia o sbaglio? Per aver combattuto nella guerra di indipendenza americana, Ross non può essere un ragazzino. 🤣
    A parte ciò, fa specie che una serie tutto sommato famosa venga pubblicata in Italia con un simile ritardo e palesemente sulla scia della serie tv. Fa riflettere sia sui lettori che sull’editoria.
    Complimenti per come hai presentato questo libro, mi hai proprio invogliato!

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