mitologia

– Ulisse e Penelope –

“Ma s’egli è Ulisse e la sua casa il tiene,
Nulla più resta che il mio stato inforsi.
Però che segni v’han dal nuzïale
Ricetto nostro impenetrabil tratti,
Ch’esser noti sappiamo a noi due solo”.

(Odissea – Omero)

Cari Lettori, in questa domenica parliamo un po’ di storia mitologica.

Se dovessi scegliere il personaggio epico che preferisco, sicuramente sceglierei Ulisse e se dovessi scegliere la storia d’amore più bella, sceglierei quella tra Ulisse e Penelope.

Ulisse uomo di grande intelligenza e di grande astuzia, non a caso fu lui ad ideare la strategia del famoso Cavallo di Troia per conquistare la città. Penelope, donna forte e fedele, attende il ritorno delle sposo dalla guerra, ideando anch’essa uno stratagemma per non finire in sposa a uno dei Proci.

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Kirk Douglas e Silvana Mangano, ne il film Ulisse del 1954

Uno dei momenti che mi ha sempre incantato è ciò che Ulisse fa per la sposa, creandole un letto intagliato in un ulivo.

Del Talamo e di come sia stato costruito ne sono a conoscenza solo loro due.

Quando Ulisse torna ad Itaca, dopo un viaggio lungo vent’anni, Penelope non si fida immediatamente di lui, nonostante sia la nutrice, Euriclea, sia il figlio Telemaco, le assicurano che è il suo sposo, ma lei lo mette alla prova.

Penelope chiede così alla nutrice di portare il loro letto fuori dalla camera e di allestirgli un giaciglio con pelli di pecora, coperte e tappeti.

Ovviamente Ulisse sapeva bene che non era possibile che il loro letto venisse spostato, infatti rispose furiosamente che nessun uomo sarebbe potuto essere così forte da riuscire nell’impresa, ma solo un dio ci sarebbe riuscito.

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Il guerriero rivela che quel talamo è legato un segreto : l’aveva fabbricato lui stesso.

Il letto “Cresceva, dentro al cortile, un tronco d’olivo dalle foglie sottili, rigoglioso, fiorente, largo come una colonna“. Ornò il letto d’oro, d’argento e d’avorio.

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E così Penelope fu sicura che quello che aveva di fronte era l’amato marito tornato. Gli corse immediatamente incontro e lo strinse a sé piangendo.

Felici di essersi ritrovati, si dirigono così proprio al loro letto nuziale per godere della compagnia reciproca dopo tanto tempo.

 

….quando furono sazi d’amore, godevano anche a parlare…E lei godeva ascoltandolo e il sonno non le cadeva sugli occhi, finché non fu tutto narrato… e poi lo vinse il sonno soave che scioglie le membra, che scioglie gli affanni del cuore. (Odissea – Canto XXIII)

 

Ely Aurora – Il Profumo Dei Libri

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