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– RECENSIONE – Noi siamo infinito

Cari Divoratori,

eccoci pronti per un altro viaggio alla scoperta di un nuovo libro.
Per questa scampagnata tra le pagine vergate, ho scelto di portarvi nei pensieri vibranti e solitari di Charlie, il protagonista di Noi siamo infinito, opera di Stephen Chbosky.

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  • Titolo: Noi siamo infinito – Ragazzo da parete (The Perks a being a Wallflower)
  • Autore: Stephen Chbosky
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Genere: Romanzo fantasy
  • Pagine: 272
  • Data di pubblicazione italiana: ottobre 2012
  • Prezzo: 14,36€ cartaceo copertina rigida (Amazon) / 8,41€ cartaceo copertina flessibile (Amazon) / 7,99€ eBook (Amazon)
  • Sinossi: Fra un tema su Kerouac e uno sul “Giovane Holden”, tra una citazione da “L’attimo fuggente” e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L’ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore – per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: “per te sono troppo grande, però possiamo essere amici”. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all’azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un’innata gentilezza d’animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.

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Charlie
è un “ragazzo da parete”, un adolescente che ha problemi a relazionarsi con i suoi coetanei perché osserva il mondo con occhi diversi e non si vergogna di farlo. Alle prese con il suo primo anno di liceo, che descrive in una serie di lettere ad un amico, l’unico che sembra stimolarlo è il suo insegnante di inglese avanzato Bill che, riconoscendo in lui una maturità fuori dal comune, lo invita a scrivere saggi su libri da lui appositamente consigliati. Trascorrendo le giornate tra lo studio e le conversazioni stentate con sua sorella, Charlie avverte la mancanza di qualcosa che presto sembraperks13 trovare una corrispondenza nell’amicizia di Patrick e Sam, studenti dell’ultimo anno, conosciuti per caso nel corso di una partita di football. Accantonando la differenza d’età a favore della sintonia, Charlie si sente subito parte di un gruppo, stentando a credere di sentirsi completo in un mondo che lo aveva sempre fatto sentire vuoto. Poi, c’è una novità: Sam. La spiritosa, insicura, timida Sam che, sin dal primo istante, risveglia in Charlie un sentimento inaspettato che non trova più modo di fermarsi. Appartenere ad un gruppo ha i suoi lati positivi: partecipa alla sua prima festa, dove viene a conoscenza della relazione tra Patrick e Brad; assiste al The Rocky Horror Picture Show, spettacolo dove Sam interpreta Janet e Patrick il Dottor Frank-N-Furter; si infatua di Mary Elizabeth, ragazzina prepotente e difensore accanita dei diritti femminili per poi constatare di non amarla davvero. E infine c’è il passato, la morte della zia Helen che perseguita Charlie al punto da scatenargli delle crisi che culminano nei momenti in cui si sente solo e abbandonato.
d2edd19d-125b-4f4a-90d3-408cdeb49a2cTutto questo è la storia di un ragazzo da parete che si riscatta dalla vita attraverso la forza dell’amicizia e dell’amore e, nonostante le difficoltà che essa comporta, non smette mai di essere se stesso.

 

Ammetto di aver visto prima il film e poi aver letto il libro, ciononostante, ho trovato entrambi straordinari sia per il tema trattato sia per lo svolgimento. Tutti noi sicuramente abbiamo avuto un Charlie nella nostra vita o lo siamo stati noi stessi. Quel ragazzo che se ne stava sempre seduto per conto suo, guardava gli altri con un’aria di diffidenza e stringeva a sé i libri come avessero un qualche speciale potere in grado di renderlo immune alla presenza degli altri. Il ragazzo che non aveva amici ma solo conoscenze, il secchione che posizionava le mani in corrispondenza delle tempie e si concentrava su una pagina sforzandosi di ignorare tutto il resto. L’unico, però, in grado di capire veramente, quello con un senso in più rispetto agli altri, che oltre ad osservare scava affondo, vede l’America lì dove tutti credevano di aver visto le Indie.

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Pensate sia facile essere se stessi? Credete di svegliarvi la mattina ed essere sempre la stessa persona lungo tutto il corso della giornata? Caspita, no. Sono quasi sicura che ognuno di noi interpreti quattro ruoli diversi al giorno. Immagino che il nostro atteggiamento vari a seconda delle persone che ci troviamo davanti, che siano genitori, amici, insegnanti, estranei, fidanzati, clienti al lavoro. In realtà, penso che siamo l’uno lo specchio dell’altro. Educazione, maleducazione, rispetto, avversità, sono tutti termini che conosciamo, fanno parte di noi e hanno fatto parte di altri, contribuiscono in qualche modo alla formazione di tutti. Poi, per qualche strana ragione, ci ritroviamo a domandarci: chi siamo? E lì diventa tutto offuscato, meno chiaro, nero. Ci sentiamo diversi ma di fatto non lo siamo, vorremmo provarci ma, intorno a noi, cosa ci stimola?
Ecco, questo libro riflette proprio su questi argomenti, si pone queste domande e lo fa tramite Charlie e le sue esperienze, la sua vita, le sue paure e le sue gioie.

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Noi siamo infinito non è certo un libro superficiale. Sebbene la trama sia lineare, i temi che affronta sono tutt’altro che semplici, anzi, sono sicura che meriterebbero una riflessione più lunga e accurata. Dimenticavo un’immagine, la più importante. Vi siete chiesti perché il libro sia stato tradotto in questo modo in italiano? Bene, c’è una lettera nella quale Charlie, in macchina con Patrick e Sam, dice loro di sentirsi “come infinito”. La verità è che ci sentiamo infiniti quando pensiamo di non avere limiti e, quasi sempre, capita quando accanto a noi abbiamo persone con le quali la vita assume un aspetto migliore di quella che è realmente.

Nell’estate del 2011 si sono tenute le riprese del film “Noi siamo Infinito” che vede protagonisti Logan Lerman nel ruolo di Charlie, Emma Watson nel ruolo di Sam ed Ezra Miller nel ruolo di Patrick, ma il cast stellare continua: Nina Dobrev interpreta Candace (la sorella di Charlie), Paul Rudd è il professor Bill, Kate Walsh e Dylan McDermott sono i genitori di Charlie e Joan Cusack è la dottoressa Burton. Uno dei film più belli ed intesi che abbia mai visto. CONSIGLIATISSIMO.
Piccolo appunto: guardatelo in lingua originale, la traduzione italiana NON rende affatto giustizia alle battute originali. [ link al trailer ]

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E voi, miei sentimentali e appassionati divoratori, lo avete letto? Avete visto il film? Vi è piaciuto? Charlie è riuscito ad entrare un po’ nei vostri cuori e a farvi riflettere?
Fatemelo sapere nei commenti ❤

 

VOTO: voto_positivo voto_positivo voto_positivo voto_positivo voto_positivo

NOTE SULL’AUTORE
Stephen Chbosky è uno scrittore, regista, sceneggiatore e produttore statunitense. All’età di 23 anni, ha scritto e diretto il suo primo lungometraggio The Four Corners Nowhere, che è stato presentato in concorso al Sundance. Dal 2006 al 2008 è co-ideatore della serie televisiva Jericho. Il suo romanzo “Noi siamo infinito – Ragazzo da parete” è considerato un best seller dopo aver venduto oltre un milione di copie ed essere giunto alla ventesima edizione.

Carlotta ~ Il profumo dei Libri

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