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-Recensione – Suite Francese: Irène Némirovsky

“Dicevano a se stessi che la ragione e persino il cuore potevano renderli nemici, ma c’era un intesa dei sensi che niente avrebbe potuto spezzare – la muta complicità che lega con pari desiderio l’uomo innamorato e la donna consenziente”

Buongiorno Lettori!!
Come stanno procedendo le vostre letture in questo agosto? Le mie stanno procedendo abbastanza bene 😃
Oggi vorrei suggerire la lettura di questo romanzo, Suite Francese, di Irène Némirovsky. Forse alcuni conosco il film con protagonista Michelle Williams.
Prima di addentrarci nella recensione, come sempre la Scheda del libro :
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Autrice: Irène Némirovsky
Editore: Adelphi
Collana: Biblioteca Adelphi
In commercio dal: 26 ottobre 2005
Pagine: 415
Genere: Narrativa
Prezzo Cartaceo £9.35
Prezzo Ebook £ 4.99
Sinossi. Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande “sinfonia in cinque movimenti” che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una “sposa di guerra” a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant’anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.
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Il romanzo è diviso in due parti.
La prima, “Tempesta di giugno“, Irène racconta degli abitanti di Parigi che tentano la fuga dalla città con l’arrivo dei tedeschi nel paese, portandosi dietro grandi e piccoli, con ogni mezzo possibile, anche a piedi. Leggiamo di come affrontino questa grande difficoltà e ciò che ne consegue. Lasciare la propria città, la propria casa e affrontare un futuro e un luogo incerto, tutto questo sotto i bombardamenti.
La seconda, “Dolce“, la storia d’amore tra una donna parigina, con il marito disperso in guerra, e l’ufficiale tedesco che si trasferisce nella sua casa, durante l’occupazione nazista nel paese.
Tra le due parti, ho preferito moltissimo “Dolce“. Avvincente e appassionante, storia impossibile, tra queste due figure così diverse. Ad essere di maggiore intralcio, troviamo la suocera, che in maniera subdola e sottile trova sempre qualcosa da dire a Lucile ed umiliarla. Quasi fosse colpa sua che il figlio si trovi disperso. Non vuole nemmeno che la nuora sorrida alla persona che si è stabilita nella loro casa, nonostante il tenente Bruno von Falk, sia sempre gentile, cercando di essere di aiuto per la ragazza con piccoli gesti : portarle un cestino in giardino, un libro, la sedia a sdraio.
SF_08553-1000x600Quando lui si mette a suonare il piano , lei non può non ascoltarlo e non sentirsi attratta da questa figura così opposta a lei.
Mi piacciono i romanzi d’amore, non ne vado matta, ma ogni tanto mi piace leggere un buon libro romantico con la storia adeguata, non troppo sdolcinata. E “Dolce” è la storia perfetta. Quella giusta dose di romanticismo. Quelle frasi che ti emozionano ma non sono mai troppo mielose. Quella storia che ti fa sognare e appassionare.
“…non una confessione, non un bacio, il silenzi… La strana felicità che provavano …quell’urgenza di svelare il proprio cuore all’altro… un urgenza da amante che già è un dono, il primo, il dono dell’anima che precede quello del corpo”
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Némirovsky è davvero una valida scrittrice, peccato che purtroppo, a causa del corso degli eventi della sua vita, non gli sia stato permesso di terminare questo racconto, lasciando l’amaro in bocca, ma dandoci la possibilità di scegliere noi che finale dargli.
Personalmente sono entrata in sintonia con entrambi i personaggi. Ognuno di loro vive le proprie paure e le proprie insicurezze. Stranamente mi sono sentita io stessa affascinata da questo uomo tedesco che sembra diverso dai soliti tenenti nazisti, un nazista con un cuore.
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Irène Némirovsky, è stata una scrittrice francese di origine ebraica, vittima dell’Olocausto.

Nata in Ucraina, di religione ebraica convertitasi poi al cattolicesimo nel 1939, ha vissuto e lavorato in Francia. Arrestata dai nazisti, in quanto ebrea, Irène Némirovsky fu deportata nel luglio del 1942 ad Auschwitz, dove morì un mese più tardi di tifo. Il marito, Michel Epstein, si attivò per cercare di salvare la moglie inviando un telegramma il 13 luglio 1942 a Robert Esménard (il suo editore del momento), ed a André Sabatier presso Albin Michel proprietario della Casa Editrice Grasset che pubblicò molte opere di Irene, per chiedere aiuto. Anche il marito morì nel novembre dello stesso anno ad Auschwitz. Dal 2005 la casa editrice Adelphi ha iniziato a pubblicare le sue opere.

Alcune sue opere.

Per chi non avesse visto il film , lo consiglio davvero. L’ho amato tantissimo!

Voi che mi dite di questo romanzo e della scrittrice? Avete letto qualche altro suo libro?

Lasciate un commento qui sotto 😄

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