Recensioni Narrativa

Recensione – Kafka sulla spiaggia, Murakami Haruki

Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta.

Cit. Kafka sulla spiaggia. M.H.

Ciao Amici Lettori!

Finalmente sono riuscita a finire di leggere e scrivere una, spero bella, recensione sul mio amato Murakami. Questa volta ho letto Kafka sulla spiaggia, caso letterario come sempre, ha avuto grande successo – anche se forse – un poco di meno rispetto a Norwegian Wood, di cui vi ricordo la recensione (se ve la siete persa e siete curiosi CLICCATE QUI).

Avrei moltissime cose da dire su questo libro, e spero di riuscire a seguire il filo del discorso senza perdermi in troppo entusiasmo e fervore. Ma prima, come sempre, vi lascio la scheda libro con alcune info generali.

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Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi Super ET
Pagine: 514
Prezzo Amazon cartaceo: 12,75€

Sinossi: Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l’ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell’incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

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Partiamo subito con il dire che Murakami è uno scrittore che non delude mai i suoi lettori: come potete vedere dalla sinossi, l’autore, ha ricreato una situazione paradossale, distopica, una realtà nella quale normalità e stramberie si mescolano tra loro; una realtà in cui i due protagonisti, completamente diversi tra loro sono, sono inevitabilmente e inconsapevolmente legati dal destino. Il vecchio Nakata, che conosciamo subito perché – attraverso dei flashback – ci viene raccontata la sua infanzia alquanto strana e segnata da un evento che lo ha totalmente cambiato dal punto di vista cerebrale, conduce una vita solitaria, tenuto a distanza dalla famiglia perché “ritardato” passa le sue giornate a parlare con i gatti del quartiere di Tokyo in cui risiede. Tamura Kafka, nome di fantasia scelto dallo stesso personaggio, di cui non scopriremo mai il vero nome, ha quindici anni e trascorre una vita infelice e sottomessa alla volontà di un padre che odia profondamente e dal quale decide di fuggire, sotto consiglio dell’amico immaginario chiamato Corvo.

Le premesse, già di per sé, sono interessanti, in poche righe ero già davvero curiosa di saperne di più.

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La narrazione procede lentamente e, ancora una volta, grazie alla bravura dello scrittore, mi sono vista camminare per le strade del paese del Sol Levante, ne ho assaporato l’aria, gustato il cibo e vissuto la vita di tutti i giorni. Murakami mi fa questo effetto, con i suoi tempi e le sue parole mi trasporta dove vuole e, cosa che accade con pochissimi altri autori, mi insegna tantissime cose.

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche un tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. 

Le sue parole, che devono essere lette con la dovuta attenzione, hanno al loro interno delle verità così profonde e chiare che sembrano fatte appositamente per il lettore. Quindi, se state vivendo un periodo strano della vostra vita, magari siete un po’ confusi, probabilmente Murakami, abituato com’è a raccontare storie sulla ricerca e la conoscenza di sé stessi, potrebbe farvi bene come lo ha fatto a me. Perché di questo si tratta: una perenne ricerca di sé e della propria strada, del proprio scopo in una vita per certi versi difficile da sopportare, il conflitto interiore che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita; e questo, ve lo posso assicurare, è un tema ricorrente in ogni libro scritto da questo autore. Nakata e Kafka, nel loro percorso così strano, sono alla ricerca di sé stessi, delle origini o della mente, della famiglia o della pace interiore. Lo fanno entrambi scappando, ma si può scappare per sempre?

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– Pian piano mi sono convinto anch’io che non c’era altro da fare.
– Non si può fuggire all’infinito.
– No, credo di no, – dico.
– Sembri cresciuto, – dice lui.
Scuoto la testa. Che potrei dire?

In questo libro si mescolano spiritualità e realtà, letteratura e musica, arte e tecnologia, e lo consiglio perché lo trovo completo sotto tutti i punti di vista, e perché come ho detto si tratta di un libro che porta il lettore alla riflessione; non è un testo che si legge velocemente, tutt’altro, si deve procedere a piccole dosi per poterlo comprendere nel migliore dei modi poiché in un tripudio di metafore, allusioni e incredibili coincidenze si arriva alla soluzione di Kafka e Nakata (che ovviamente se volete scoprirle dovrete leggere il libro fino alla fine). Le impressioni che mi ha trasmesso sono davvero tante, è impossibile descriverle tutte, per cui terminerò qui la recensione chiedendovi: cosa ne pensate? Lo avete letto? Cosa vi ha trasmesso?

Kafka sulla spiaggia 

Mentre tu sei ai confini del mondo
Io vivo nel cratere di un vulcano spento
Ferme dietro la porta le parole
Parole senza più lettere

La luna illumina la lucertola che dorme
Piovono dal cielo piccolo pesci
Fuori dalla finestra ecco i soldati
Risoluti a combattere.

Kafka sulla spiaggia, dalla sua sdraio
Pensa al pendolo che fa muovere il mondo.
Quando il cerchio del cuore si chiude
L’ombra della sfinge immobile
Diventa un coltello
Che trafigge i tuoi sogni

Le dita di una ragazza annegata
Cercando la pietra dell’entrata.
Sollevando l’orlo del suo vestito azzurro

Guarda Kafka sulla spiaggia.

Valentina ∼ Il Profumo dei Libri

 

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